Luoghi

 

Farsi turisti nella propria città a volte è bellissimo; si può far finta di non conoscere le vie e perdersi e meravigliarsi increduli di
quel baretto che si incontra e chiedersi se faranno un buon caffè: massì, è pieno di gente ed il caffè sarà buono per forza.
Il caffè poi era buono per davvero, e la giornata è potuta continuare tra un finto smarrimento ed un altro, morbidi pretesti per camminare col naso all’insù.

 

 

Che quando penso alla Puglia, penso alle orecchiette; il primo piatto di questa terra che ho assaggiato, il conforto dei momenti tristi, il festeggiamento di quelli felici.

Il primo punto di unione tra me e questo mare, tra me e le persone.

Quando ero piccola, e per molte estati a seguire, i miei genitori ci hanno portato in Provenza.
Affittavamo una casa ed allora, finito il giro tra mercati, strade e platani, il regalo più grande era poi tornare in Piscina.
Eppure, senza saperlo, la Provenza mi era entrata nel cuore.
L’ho ritrovata, negli anni, nelle ceste di paglia, nel cantar delle cicale, nel banco della paella, nei diari di bordo colmi di bigliettini da visita.
L’ho ritrovata nella promessa di tornare.
E ci sono tornata, con occhi cambiati e spirito rinnovato, con l’anima cresciuta e gli occhi colmi di bellezze pregresse; con mani da stringere ed emozioni da catalogare come un erbario prezioso.
Ci sono tornata, perché nei posti della vita, non ci si trascorre mai abbastanza tempo.

Adele Chiabodo
error: Content is protected !!